Per chi ama la natura, ed il mondo verde in particolare, qualche consiglio di lettura ....
(libri prenotabili in biblioteca)
Fitopolis - Stefano Mancuso - 2024
Sommario: Nel volgere di pochi decenni, l’umanità è andata incontro a una rivoluzione nelle sue abitudini ancestrali. Senza che ce ne accorgessimo, la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura abitando ogni angolo della Terra, ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta. Cosa è accaduto? Da specie generalista in grado di vivere dovunque, ci siamo trasformati, in poche generazioni, in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città. Una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa. È certo che in termini di accesso alle risorse, efficienza, difesa e diffusione della specie questa trasformazione è vantaggiosa. Ma è altrettanto certo che ci espone a un rischio terribile: la specializzazione di una specie è efficace soltanto in un ambiente stabile. In condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. Il nostro successo urbano richiede, infatti, un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che però non sono illimitate. Inoltre, fatto decisivo, il riscaldamento globale può cambiare in maniera definitiva l’ambiente delle nostre città e costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza. Ecco perché è diventato vitale riportare la natura all’interno del nostro habitat. Le città del futuro, siano esse costruite ex novo o rinnovate, devono trasformarsi in fitopolis, luoghi in cui il rapporto fra piante e animali si riavvicini al rapporto armonico che troviamo in natura. Non c’è nulla che abbia una maggiore importanza di questo per il futuro dell’umanità.
Verde brillante – S. Mancuso e A. Viola - 2013
Sommario: Le piante sono esseri intelligenti? Partendo da questa semplice domanda Stefano Mancuso e Alessandra Viola conducono il lettore in un inconsueto e affascinante viaggio intorno al mondo vegetale. In generale, le piante potrebbero benissimo vivere senza di noi. Noi invece senza di loro ci estingueremmo in breve tempo. Eppure persino nella nostra lingua, e in quasi tutte le altre, espressioni come vegetare o essere un vegetale sono passate a indicare condizioni di vita ridotte ai minimi termini. Vegetale a chi?... Se le piante potessero parlare, forse sarebbe questa una delle prime domande che ci farebbero.
La Terra dopo di noi - Telmo Pievani - 2019
Sommario: La Terra dopo di noi à il nuovo titolo della collana In Parole, a firma del filosofo della scienza ed evoluzionista Telmno Pievani con le immagini di Frans Lanting, uno dei più acclamati fotografi naturalisti del nostro tempo, che guidano il ragionamento che Pievani fa sul futuro del nostro pianeta
Ma il futuro ha ancora un futuro? L'evoluzione della Terra è un processo che certo non si è interrotto ma continua, si evolve e ci costringe a chiederci se la specie umana sia davvero così indispensabile o, piuttosto, se nel grande movimento evolutivo sia destinata a estinguersi. Chi verrà dopo di noi? Telmo Pievani risponde a questo interrogativo esplorando, sotto la guida delle straordinarie fotografie di Frans Lanting, il nostro pianeta e immaginandolo tra qualche anno privo della ingombrante presenza umana
Il panorama visivo dei luoghi incontaminati offerto dalle fotografie di Frans Lanting fa da supporto al testo di Pievani che, diviso in sei capitoli (La Terra senza di noi, La Terra prima di noi, La Terra e noi, noi e la Terra, La Terra siamo noi, La Terra contro di noi, La Terra insieme a noi) spiega passato e futuro del nostro rapporto con il pianeta che abitiamo. Pievani ci racconta la storia dell'evoluzione con una prosa vivace e persuasiva:a partire dalla ricca vegetazione, dalla presenza di specie animali diverse e ormai estinte, ma anche dagli scenari post-apocalittici di un probabile impatto sulla Terra di un asteroide circa 66 milioni di anni fa, fino all'arrivo dei mammiferi e alla perdita della biodiversità nel corso delle ere geologiche. La fotografia, parallelamente a questo ragionamento, ci mostra la potenza inarrestabile della natura che sfida e si ribella all'uomo con la sua infinita bellezza di colori e di paesaggi.
«Homo sapiens si inserisce in questa favola" con un atteggiamento "invasivo e predatorio", finendo per compromettere la nostra sopravvivenza, trasformandoci nella prima specie auto-minacciata e consapevole di esserlo. Modificare questo approccio capitalistico e distruttivo nei confronti del pianeta è, insomma, necessario per evitare di estinguerci, come tentano di dirci le nuove generazioni - si pensi ad esempio a Greta Thunberg a cui stiamo affidando il futuro della Terra. Il linguaggio fotografico di Lanting, prediligendo lo spazio incontaminato e selvaggio, dà dimostrazione diqueste riflessioni: l'uomo è solo un puntino nella storia dell'evoluzione del pianeta e «prima o poi, nulla: pıù nulla resterà delle opere di chi si pensava eterno».
Laudato si' - Enciclica di Papa Francesco - 2015
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